Con le decisioni prese qualche giorno fa dall'ultima seduta del Senato accademico, e già ratificate dal Consiglio d'Amministrazione, si completa l'iter della riforma delle strutture del nostro ateneo. Dopo l'abolizione delle facoltà, la riorganizzazione dei dipartimenti, si è completato anche l'iter di istituzione delle Scuole, e si sono allocati all'interno dei Dipartimenti quasi tutti i Centri di ricerca attivi in ateneo o condivisi da Ca' Foscari con altri atenei. Allo stesso tempo si sono chiusi quelli inattivi. E' stato anche approvato il regolamento delle Scuole Interdipartimentali.
L’attivazione delle cinque scuole interdipartimentali arricchisce l’offerta dei dipartimenti con corsi multidisciplinari e innovativi, dai nuovi manager per i mercati asiatici alle relazioni internazionali, dai beni culturali alla sostenibilità. Grazie all'istituzione di una Scuola Estiva permanente, pure deliberata ieri, si consentirà agli studenti Ca’ Foscari di recuperare durante l’estate i corsi eventualmente non fatti, e si accoglieranno studenti provenienti dalle migliori Università del mondo. Questa nuova scuola affianca la Scuola di Dottorato per l’alta formazione e la Scuola che gestirà i Master Universitari e i master orientati al mondo del lavoro. La nuova organizzazione entrerà a regime già a partire dal prossimo anno accademico 2011/2012.
Ecco il prospetto relativo alle Scuole interdipartimentali, alla loro allocazione e ai loro coordinatori provvisori:
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Scuola interdipartimentale |
Dipartimento a cui è affidata l’amministrazione della Scuola |
Coordinatore provvisorio |
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Servizio Sociale e Politiche Pubbliche |
Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali |
Prof. Camardi |
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Relazioni Internazionali |
Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati |
Prof. Trampus |
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Studi Asiatici e Gestione Aziendale |
Dipartimento di Studi sull'Asia e sull'Africa Mediterranea |
Prof. Micelli |
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Conservazione e Produzione dei Beni Culturali |
Dipartimento di Filosofia e Beni culturali |
Prof. Frank |
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Sostenibilità dei sistemi ambientali e turistici |
Dipartimento di Scienze ambientali, Informatica e Statistica |
Prof. Giupponi |
Abbiamo anche deciso di aumentare del 50% i fondi per realizzare corsi part time dedicati a studenti lavoratori. E approvata tutta l'offerta didattica 2011/2012, incluso il corso in Antropologia. Dal prossimo anno accademico tutti i corsi di laurea e laurea magistrale sono allocati negli 8 nuovi dipartimenti e nelle 5 Scuole Interdipartimentali.
Con questa riorganizzazione si completa una stagione non certo lunga, ma decisamente intensa, fatta di riforme che hanno cambiato il volto di Ca' Foscari rilanciandone l'operosità e migliorando efficienza ed efficacia del suo lavoro. La riorganizzazione dell’ateneo passa anche attraverso un incremento dell’organico di Ca’ Foscari. Senato accademico e Cda hanno infatti contestualmente approvato di bandire nel 2011 i concorsi per 21 nuovi ricercatori, 15 tecnici amministrativi e 5 collaboratori esperti linguistici. Circa altrettanti saranno banditi nel 2012 e nel 2013. Nel triennio quindi avremo 10 nuove posizioni per CEL e 45 posizioni per PTA (di cui 9 riservate ad interni). E' un’iniezione di professionalità e competenze in linea con le prospettive di sviluppo dell’ateneo. Abbiamo anche deciso di dedicare circa 3 punti organico alla chiamata di coleghi dall'estero o da altre sedi italiane.
La nuova Ca' Foscari è quasi ultimata. Ora, col lavoro e l'entusiasmo di tutti, possiamo farla funzionare al meglio.
Comments
SCHIAVON NADIA
Oct 4, 2011
Vado a riesumare questo vecchio intervento per chiedere a cosa è stato destinato il 50% in più dei fondi agli
studenti part time. Ad oggi l'offerta è pari a quella dell'anno scorso, anzi più scarsa in quanto
l'anno scorso le attività di tutorato dedicato a quest'ora erano cominciate.
Quest'anno pare si debba aspettare il prossimo semestre....
Mi sembra abbastanza illogico dare sostegno a una persona in status di part-time che ha bisogno di aiuto più
degli altri, solo diversi mesi dopo l'inizio dell'a.a.... specie dopo aver promesso un cospicuo aumento
di suddetto aiuto.
Per caso è in arrivo un cambiamento importante nell'offerta per i part time?
Ci stiamo strutturando per seguire le lezioni on line oppure in video conferenza? Le
scarichiamo da youtube?
Ironia a parte io sto aspettando qualche novità... da mesi.... e intanto studio. Da sola.
DIANO Antonio
Jul 4, 2011
Ringrazio Sandra Toniolo, ma forse mi sono spiegato male.
Parlando di competenze non intendevo far rinvio alla communis opinio dei bibliotecari, ma al bagaglio individuale specifico relativo ad una particolare posizione di lavoro richiedente un background non replicabile trasversalmente, ammesso naturalmente che sussista.
Il discorso è quindi assai più complesso del riconoscimento generico del profilo di un "bibliotecario". Le singole situazioni di lavoro non sono uguali: chi lavora su x deve intendersi di x, chi lavora su y deve intendersi di y. Nei Centri, ad es., tali specificità emergevano per forza di cose, assai più che in una struttura ramificata ove un libro di matematica e uno di filosofia, invece che richiedere a monte funzionari responsabili diversissimi tra loro, vengono considerati in una prospettiva ermeneutica similare.
Non è quindi un "sistema" essenzialmente di servizio - lo dico con tutto il rispetto per il sistema, sia chiaro - la tutela delle professionalità, ma la capacità di operare le opportune distinzioni registrate sulle singole esigenze performative.
L'essenza del bibliotecario, a mio modo di vedere, non sta tanto (o almeno non solo) nella conoscenza delle regole di SBN, quanto specificamente nella conoscenza scientifica approfondita del patrimonio affidatogli e nella capacità di attivare percorsi critici all'interno di uno specifico settore di pubblcistica. Muratori, insomma, non l'ingegnere informatico (con tutto il rispetto per il mestiere di quest'ultimo).
Comunque grazie ancora
AD
TONIOLO Sandra
Jul 1, 2011
Una rassicurazione a margine: i bibliotecari non sono soli, c'e' una struttura che mette insieme la professionalita' e le competenze e cura di armonizzare gli obiettivi generali e individuali, il Sistema delle Biblioteche dell'Ateneo. Sede amministrativa alle Zattere, ampia disponibilita' di orario per contatti con il dirigente: ci si puo' sentire a breve.
Cordialmente
S.T.
DIANO Antonio
Jul 1, 2011
Ringrazio Manuela Mancinelli per la sua cortese risposta, che riconosco articolata e degna del massimo interesse.
Mi si consentirà tuttavia di ribadire che, "in absentia", non si sente vicino un organo di rappresentanza.
Voglio dire che, a fronte di una situazione tutt'altro che aleatoria, il fatto che "non [avevate] informazioni" non mi pare sufficiente; a mio avviso avreste dovuto anticipare i tempi e, almeno, 'rassicurare' il PTA coinvolto che stavate seguendo la cosa, fornendo ad esempio proprio quelle "informazioni" - esistenti dunque, come ognun vede - che tu hai recato qui.
Concordo comunque nello sperare che le professionalità esistenti - anche se, sic stantibus rebus, m'appare tutt'altro che scontato - vengano preservate.
Confido nel Rettore, e son convinto che egli vorrà riflettere su questioni così gravi.
Secondo me vale il principio: si abolisce una professionalità già esistente (quindi, oltretutto, a costo zero)? Si toglie qualità, s'abbassa il profilo dell'ateneo inutilmente, insomma si dequalifica. A buon intenditor...
Grazie, cordialmente
AD
P.S.: ho scelto il blog del Rettore e non i canali sindacali perché desideravo dar visibilità alla questione, non tanto porre un quesito tecnico alle RSU. E comunque - desidero precisarlo recisamente - la scelta delle sedi ove intervenire per riferire le MIE opinioni spetta solo a me.
MANCINELLI Manuela
Jul 1, 2011
Scrivo a nome delle RSU di Ca' Foscari.
Gentile collega Antonio Diano
Premettendo che il modo giusto per rivolgere domande alle RSU è quello di partecipare alle assemblee oppure di scrivere all’indirizzo mail rsu@unive.it, e non sul blog del Rettore, visto l'argomento che tratti possiamo dirti che la RSU si unisce alle tue domande, le fa proprie, e le pone a sua volta al Rettore, con la certezza di meritare una sua risposta.
Ti rassicuriamo sul fatto che l’argomento RIORGANIZZAZIONI è posto sotto strettissima sorveglianza dalle RSU di Ca’Foscari, già a partire dal 18 maggio dell’anno scorso, quando con una propria lettera al Rettore (http://venus.unive.it/rsu/archivio/2010/20100518_RSU_al_Magnifico_Rettore.pdf) poneva delle domande, alcune delle quali proprio sulle riorganizzazioni sono tuttora attuali e prive di risposta. Quella lettera dovresti ricordarla perché provocò nell’Ateneo non poco scompiglio (leggi dal sito RSU le notizie pubblicate fra il 18 e il 27 maggio 2010: http://venus.unive.it/rsu/comunicati/2010.html ).
Da allora l’argomento riorganizzazioni ha generato domande anche mentre l’Ateneo stava riscrivendo il proprio Statuto, del quale le riorganizzazioni sono la diretta conseguenza. E ne chiediamo sempre l'inserimento fra gli argomenti da discutere al tavolo di contrattazione, ma – cogliamo l’occasione per informarti – purtroppo la Parte Pubblica non manca mai di sottolineare come tale argomento “non sia oggetto di contrattazione”, in ciò facilitata dal famigerato ministro Brunetta che ha voluto estromettere le organizzazioni sindacali e le RSU dalle questioni legate all’organizzazione del lavoro.
Questo è il motivo per cui non abbiamo diramato informazioni al PTA. Semplicemente non ne avevamo. E non c’era alcun dibattito in cui intervenire.
Per tutto questo anno tutto il PTA coinvolto (Presidenze, Dipartimenti, Centri) è rimasto nella più totale incertezza. Il personale che chiedeva di essere coinvolto nella riorganizzazione per contribuire a fare in modo che desse esiti positivi e portasse ad un vero miglioramento organizzativo, non è stato né coinvolto né informato delle decisioni che si andavano via via assumendo. Le Presidenze, che saranno sciolte a breve, sono state convocate per i primi incontri solo in quest’ultimo mese.
Conveniamo con te che l'incertezza vissuta dal PTA durante quest’anno è deleteria per l’intero Ateneo, perché rischia (ed il rischio è elevatissimo) che il personale perda motivazione, senso di appartenenza, senso di responsabilità e di collaborazione. Se l’Ateneo dovesse sbagliare questa riorganizzazione si rischia quindi, oltre alla disorganizzazione e al non funzionamento dei processi, anche di disperdere professionalità, capacità, bagaglio di conoscenze, esperienza.
L’auspicio di tutti noi quindi è quello che l’Amministrazione non continui, come sta facendo, a procedere come una testa d’ariete ma che coinvolga il personale, valorizzandone l’esperienza e la professionalità, ma soprattutto rispettandone la dignità, per trarne vantaggio, come d’altronde era stato promesso dal Rettore durante la sua campagna elettorale.
Per concludere, la RSU si occupa dei lavoratori delle portinerie, sebbene non ne sia rappresentante, sia perchè vuole affermare il principio che le OO.SS e le RSU vogliono incidere anche su questioni "non oggetto di contrattazione" e relative a tutti i lavoratori dell'Ateneo, non intendendo lasciarsi mettere in un angolo dalla Legge Brunetta, ma soprattutto perché questi colleghi stanno molto peggio di noi, e perché da un anno e mezzo proprio dentro al nostro Ateneo (non altrove) la loro dignità viene calpestata dal loro datore di lavoro (incurante di ben 12 tra ordinanze e sentenze dei Giudici del Lavoro), senza che Ca' Foscari faccia nulla per impedirlo.
Se l’Ateneo vuole davvero perseguire la sostenibilità sociale, deve impedire ora i 25 licenziamenti in atto.
Cordiali saluti
Rappresentanza Sindacale Unitaria di Ca' Foscari
DIANO Antonio
Jun 30, 2011
Scelgo questo luogo del blog in quanto mi sembra il più adatto.
Come ricordato dal Rettore, i Centri e altre (varie) strutture di ricerca (e anche amm.) dell'ateneo sono stati disattivati: per la precisione, formalmente lo saranno domani primo luglio.
Non entro qui direttamente nel merito, lo farò magari in altra occasione e in altra sede. Né m'interessa ora sondare la volontà profonda di chi (Rettore e SA) ha voluto tale riforma, o meglio tale riorganizzazione. Com'è noto, i Centri afferiranno ai nuovi Dipartimenti. Il rischio, che mi sembra evidente anche al di là delle intenzioni dei promotori del nuovo assetto, sta nel fatto che molte importanti attività di ricerca scientifica, di visibilità culturale dell'Ateneo e di relazioni proficue e virtuose con numerose strutture di ricerca italiane e estere, concretizzatesi in una bella fetta dell'editoria scientifica di Ca' Foscari, in rapporti di scambi reciproci d'ogni genere, congressi libri accessioni di patrimoni di memoria storica assolutamente eccezionali e debitamente valorizzati in loco, etc. (qui mi fermo con l'elenco perché - come detto - dirotto ad altra occasione, per chi sia interessato, la discussione nel merito; né sarò qui così inelegante da recare l'esempio del CISVe - casa mia - onde supportare i primi passi di tale differita discussione) possano decadere e interrompersi. Ma, ancora, il rischio, anzi meglio uno dei rischi, su cui mi soffermo partitamente qui, è che il personale che sinora ha lavorato nei Centri, tecnici, bibliotecari, ricercatori, etc. si trovi di fatto in mezzo ad una strada dal punto di vista delle valorizzazioni delle professionalità e della qualità delle performances, rectius del profilo continuativo delle performances (cfr. anche, perché no?, le schede di valutazione del personale coinvolto), in relazione ovviamente alle attività scientifiche dei Centri stessi. I Centri saranno "assorbiti" dai Dipp.: che significa, ad es., per le attività talora anche di altissimo livello e coinvolgenti enti e persone esterni di alta qualificazione (attività in progress, si badi bene!), e per il personale che ci ha finora lavorato su con impegno e bravura? Tale personale sarà accolto nei Dipp., ma CHE FARA', le professionalità, le direttrici precise del lavoro, resteranno, cambieranno, vi saranno sottoinquadramenti anche solo di fatto; chi deciderà, come quando sulla base di quali criteri ergonomici, economici e di professionalità? E via dicendo. Sia chiaro che sono ottimista e spero che i picchi professionali saranno mantenuti al LORO posto; nondimeno, essendo tutta la faccenda 'sorta e risolta' in meno di una settimana, sono preoccupato, e non poco.
Ma de hoc satis, giacché lo scopo di questo intervento, sostanzialmente, è un altro: PERCHE' le rappresentanze e il sindacato, a fronte di cotanta e cotale incertezza (di cui, certo, non porta alcuna responsabilità) per il futuro professionale, amministrativo-giuridico, di posizione, e così via, di tutto l'organico coinvolto in tali vicende NON HA SPESO UNA PAROLA CHE FOSSE UNA? Una, dico? Un riscontro di attenzionamento al problema, di "presenza", di ascolto, "ragazzi siamo qui, stiamo studiando il problema, abbiamo scarsi margini di manovra ma non vi lasceremo soli" o altre anodine formulette... Un Dasein minimale, insomma. In casi simili - come negarlo? - il sindacato e le RSU avrebbero preso da subito le redini sindacali (quelle di loro competenza, insomma) del dibattito. Perché, da parte rappresentativa, non s'è per contro sentito letto avvertito alcunché sulla nostra vicenda? Né mi si risponda che va tutto bene madama la marchesa, dato che in TUTTE le situazioni in cui il personale viene coinvolto con margini di incertezza, poca sicurezza di diritti acquisiti e di difesa delle professionalità, le rappresentanze - il linea di principio giustissimamente - non hanno certo atteso le decisioni ultime degli organi accademici e dell'Amm. per dire la loro! Noi chi siamo, nessuno? O occorre, per farsi rappresentare dalle rappresentanze, essre lavoratori delle portinerie? (CON TUTTO IL RISPETTO E LA MASSIMA SOLIDARIETA' PER QUESTI ULTIMI, per la loro vera e propria tragedia che comporta il rischio della perdita dello stesso posto di lavoro: avverto che non tollererò speculazioni indegne su questo punto, voglio essere ben chiaro, il paragone intendeva essere meramente strumentale al mio discorso.) Per aver la certezza della "copertura" e dell'attenzione da parte sindacale? Non offriamo noi alcuna ricaduta d'immagine, non siamo spendibili, o... CHE ALTRO?
RAPPRESENTANZE, DOVE SIETE PER IL PERSONALE DEI cENTRI E DI ALTRE STRUTTURE CHE NON SA CHE COSA ACCADRà DOMATTINA?
Grazie dell'attenzione.
Cordialmente
Antonio Diano
[ex] CISVe
P.S.: se c'è stato qualche intervento che mi è sfuggito, chiedo scusa. Ma per e-mail, forma consueta attraverso cui passano le principali comunicazioni sindacali in ateneo, non ho visto nulla.
blog.rettore
Jun 29, 2011
Cari Colleghi,
mi scuso per il ritardo con cui rispondo ma quelli passati sono stati giorni molto densi. Condivido molte delle osservazioni contenute nel vostro messaggio. La revisione del sistema di remunerazione dei contratti e' gia' in calendario per settembre/ottobre. Spero si riesca a farla con in mano il decreto ministeriale annunciato a breve. Se non ci sara', la faremo lo stesso. Dovremo tener conto dell'impegno effettivo dei docenti in modo diverso dal semplice computo degli esami superati, che non e' un buon indicatore. Dovremo aumentare i compensi che sono ora non adeguati. E dovremo anche ridurre il numero dei contratti, soprattutto per quei corsi di laurea in cui si supera il limite, stabilito dalla legge, del 30% dei corsi. Avremo modo di parlarne e di confrontarci subito dopo le ferie estive.
Carlo Carraro
Gilda ZAZZARA
Jun 20, 2011
Egregio Rettore,
noi, alcuni dei docenti a contratto che parteciperanno alle selezioni per gli incarichi di insegnamento del prossimo anno accademico, desideriamo esprimerLe di nuovo e pubblicamente il nostro parere circa le nuove modalità di retribuzione degli stessi.
Premesso che apprezziamo lo sforzo di Ca’ Foscari di incrementare l’organico della ricerca nel prossimo triennio – di cui parla in questo post sul nuovo assetto dell’ateneo – prendiamo atto con rammarico che i primi incarichi banditi abbiano confermato le modalità introdotte un anno fa dal Consiglio di amministrazione, da noi già puntualmente contestate in varie occasioni.
Emergono con evidenza l’iniquità e l’incongruenza di tale sistema: gli insegnamenti dei corsi di laurea specialistica, che richiedono più competenze e preparazione rispetto ai corsi per le lauree triennali, verranno in larghissima misura retribuiti meno della metà di quanto avveniva in precedenza, in ragione del ridotto numero di iscritti; dal punto di vista retributivo, inoltre, verrà dato più peso al numero di esami rispetto alla didattica, privilegiando la quantità a scapito della qualità dei contenuti.
Aggiungiamo che nei conteggi degli esami ai fini della retribuzione – peraltro arbitrariamente calcolati sulla base degli ultimi due anni e non tre, come invece previsto dalla delibera stessa – vengono contemplati solamente i codici degli esami attivati, senza considerare che i docenti continuano ad esaminare studenti anche di ordinamenti precedenti, o per insegnamenti oggi ‘in sonno’. Inoltre non vengono computati gli esami con esito negativo, né si tiene conto delle diverse prove intermedie a cui molti di noi sottopongono gli studenti, pratiche da cui evidentemente in futuro dovremo astenerci.
Si tratta di incongruenze e/o interpretazioni arbitrarie del regolamento simili a quelle che hanno condotto alla contestazione dei ricercatori strutturati (i quali, per le prestazioni didattiche, sarebbero dovuti sottostare alle medesime tabelle retributive), conclusasi con un accordo relativo a un compenso forfettario uguale per tutti.
Fermo restando che condividiamo sia l’uniformazione dei compensi in tutto l’Ateneo, sia una retribuzione calcolata in base al reale impegno dei docenti e alla qualità della didattica, ribadiamo la nostra contrarietà al nuovo assetto, nella speranza che, indipendentemente dal decreto ministeriale (i cui tempi di emanazione restano ignoti), ne venga rapidamente riconosciuta l’incongruità, così come è avvenuto nei confronti dei nostri colleghi di ruolo.
Coordinamento Precari della Ricerca e della Didattica Ca’ Foscari