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    Importante innovazione per gli studenti

    Studi subito, paghi dopo. Le tasse universitarie, intanto, le anticipa la Banca. Questa e' la logica della convezione siglata oggi tra l’Università Ca’ Foscari Venezia e BNL Gruppo BNP Paribas. Al momento dell’iscrizione on line, con un solo click e senza ulteriori passaggi, lo studente può scegliere se accedere al rinvio del pagamento una volta completati gli studi universitari. Senza interessi e senza garanzie.

    Una opportunità in più per sostenere i costi della formazione universitaria, per gli iscritti a corsi di laurea triennale o laurea magistrale. Che permette a qualsiasi famiglia, anche le piu' in difficolta' in questo periodo difficile, di inviare i propri figli all'universita'. Sara' infatti lo studente, completati gli studi, a rimborsare anche in modo graduale, le tasse universitarie.

    Gli studenti potranno differire quindi il pagamento delle tasse senza pagare alcun interesse all'ateneo o alla banca. Al termine dell’ultimo anno accademico, come previsto dal regolare piano di studi, i giovani potranno poi scegliere se restituire, in un’unica soluzione e senza interessi, l’importo anticipato o se richiedere un rimborso rateale, in cinque anni, a condizioni particolarmente agevolate e a tasso fisso. Nel corso del primo anno di prestito, inoltre, la rata non include il rimborso del capitale che si attiverà, infatti, solo a partire dal secondo anno, agevolando così ulteriormente i neo laureati in cerca di lavoro.

    Agli studenti non è richiesta alcuna garanzia patrimoniale o personale: è l’Università Ca’ Foscari che si fa garante di quanto anticipato dalla Banca. Viene invece richiesto di essere dei buoni studenti.Il finanziamento viene infatti concesso agli studenti che si immatricolano o che sono iscritti ad un corso di laurea sulla base di requisiti minimi di ammissione e mantenimento: l’accesso alla laurea triennale è con 90/100 all’Esame di Stato; per quella magistrale è con voto di 95 su 110 conseguito nel precedente corso universitario triennale. Il requisito di mantenimento, per gli anni successivi al primo, è dato da una media dei voti pari ad almeno 26.

    L’erogazione avviene in tranche annuali. Nel caso in cui lo studente dovesse momentaneamente perdere i requisiti, la banca concederà un anno di tempo per recuperarli e beneficiare nuovamente dell’agevolazione.

    Nono si tratta quindi di un prestito d'onore, non ci sono infatti ne' interessi ne' garanzie patrimoniali. Ma di un semplice differimento delle tasse universitarie che responsabilizza lo studente, che sa che tocchera' a lui e non necessariamente alla sua famiglia coprirne il costo. E lo studente potrà farlo una volta trovato lavoro (a un anno dalla laurea quasi tutti i nostri studenti con media superiore al 26 sono occupati).

    E' una innovazione importante, unica in Italia, che dimostra come si possa venire incontro alle famiglie e agli studenti non solo con borse di studio e riduzioni per reddito e per merito delle tasse universitarie, ma anche con strumenti innovativi,dal basso costo e dal grande effetto perche' estendibili a tutti.

    Ora stiamo lavorando per proporre agli studenti che finiscono gli studi a Ca' Foscari anche dei prestiti molto convenienti per avviare la loro attivita' imprenditoriale o professionale. Per sostenere la crescita del paese e creare nuovo lavoro.

    Comments

    TREVISAN Paola
    Feb 6, 2014

    Gentile Rettore,

    mi dispiace riportare l'attenzione su questo post, ormai datato. Non è mia intenzione entrare nel merito della convenzione tra Ca' Foscari e BNL, ma piuttosto sollevare alcune critiche sugli accordi tra l'ateneo e Banco San Marco, in particolare sulla carta multiservizi.

    Sono una dottoranda e anche questo semestre parteciperò ai bandi di tutorato specialistico. Noto tuttavia che sul testo del nuovo bando c'è una novità. Questa:
    "Il tutor si impegna ad attivare obbligatoriamente, come unica modalità per l’accredito del compenso spettante, la Carta Multiservizi di Ca’ Foscari entro 15 giorni dalla stipula del contratto. Diversamente non sarà possibile disporre il pagamento." (http://www.unive.it/media/allegato/DIP/Management/2014/BandoTutoratoSpecialistico_05Febbraio2014.pdf art.8 comma 6).

    Già al momento dell'immatricolazione al corso di dottorato sembrava che l'attivazione della carta multiservizi fosse obbligatoria per l'accreditamento della borsa di studio. Mi sono rifiutata, e (forse solo perchè era ancora una cosa nuova) sono riuscita ad ottenere l'accredito nel mio conto corrente.

    Andrò a fondo per capire la legalità di questo meccanismo in altre sedi e attraverso altre istituzioni.

    Qui volevo solo capire se Lei è a conoscenza di questa pratica (che di fatto limita la possibiltà di scelta del consumatore) e, in caso positivo, come la giustifica.

    Sarei curiosa anche di sapere il parere dei nostri professori in merito.

    La ringrazio per l'attenzione.
    Paola Trevisan

    Agar BRUGIAVINI
    Oct 17, 2013

    Il collega Pontani mi attribuisce un merito che non ho perché il progetto di Ca’ Foscari nasce ben prima del mio intervento su “La Voce” e risponde ad una necessità di sperimentazione che le Università dovranno avviare se vorranno sopravvivere e continuare ad avere bravi studenti.
    Conosco il dibattito e apprezzo i contributi dei colleghi, in particolare quello di Francesca Coin. Mi sembra però che si stia facendo confusione.
    La convenzione siglata tra l’Università Ca’ Foscari Venezia e il gruppo bancario BNP Paribas è diversa dai prestiti di onore già proposti da alcune banche (ad esempio Unicredit, Gruppo Intesa e Banca Popolare di Vicenza) e per alcuni Atenei italiani (Luiss, Bocconi, Bologna, Verona etc.). In primo luogo il progetto di CF consiste in un semplice differimento del pagamento delle tasse e non è un prestito. Inoltre non si richiedono delle garanzie individuali (alle famiglie) e non si addossa il rischio sullo studente. Due sono quindi le caratteristiche vantaggiose per lo studente del modello CF: l’Università è il garante ultimo nel caso di mancata restituzione (quindi si rompe il rapporto “banca-studente” che diventa solo un rapporto “università-studente”) e i tassi di interesse sono pari a zero. I possibili effetti negativi citati dal collega Pontani (dovuti all’incertezza sul conseguimento del titolo) sono ridotti e in ogni caso rappresentano un rischio per l’Università e/o per la Banca, ma difficilmente per lo studente se questo risulterà impossibilitato a pagare (perché disoccupato). Inoltre c’e’ sempre la possibilita’ di ottenere un prestito negli anni successivi alla laurea ad un tasso conveniente e gia’ noto oggi.
    Per rassicurare il collega Pontani e anche il nostro Ateneo riporto i dati sulla condizione occupazionale dei laureati cafoscarini pubblicati nell’ultimo Rapporto annuale di AlmaLaurea (istituzione terza rispetto a Ca’ Foscari e rispetto alla Banca), che ha coinvolto oltre 400.000 laureati di tutti i 64 Atenei aderenti al Consorzio nel 2012.
    Se consideriamo i laureati delle lauree specialistihe/ magistrali che dichiarano di svolgere un’attività lavorativa retribuita, secondo la definizione ISTAT del tasso di occupazione, abbiamo che il 78.6% è occupato entro l’anno dalla laurea. Se consideriamo i laureati in economia tale percentuale sale al 85.5%, (ma tutti i corsi di laurea di CF il tasso è superiore al 60%). Per quanto riguarda il tempo medio trascorso dal conseguimento del titolo al reperimento del primo lavoro, per quelli che sono occupati entro l’anno, questo è in media di 4 mesi.
    Se la preoccupazione è che si tratti di “lavori sotto pagati” si possono escludere occupazioni legate ad attività di formazione (tirocinio, praticantato, dottorato, specializzazione, ecc) e raggiungere una definizione restrittiva di tasso di occupazione, da cui risulta che oltre il 67% lavora a un anno dal conseguimento del titolo. Tuttavia è da notare che coloro che sono occupati in attività di formazione possono comunque accedere ad altre forme di finanziamento.
    Sempre secondo il Rapporto di AlmaLaurea del 2012, dati più positivi sono osservati a 3 anni dal conseguimento del titolo (il periodo compreso nei 5 anni di differimento del pagamento) ). Risulta che più dell’ 83% dei laureati cafoscarini svolge un’attività retribuita, secondo l’accezione più restrittiva, guadagnando in media 1208 Euro mensili. Se consideriamo anche le attività di formazione retribuita e praticantati, tale percentuale sale al 90%.
    Per non riempire di dati percentuali il testo e per fornire il quadro complessivo mi sono limitata ai casi medi, ma dato che la sperimentazione richiede un livello di merito accademico (media negli esami sopra al 26), il tasso di occupazione degli studenti che partecipano alla sperimentazione converge rapidamente al 100% (anche entro un solo anno dalla laurea).
    In conclusione: non capisco le critiche. Queste si possono certamente applicare ai prestiti d’onore ma non a questa sperimentazione. Nel nostro caso si tratta di una opportunità addizionale offerta proprio agli studenti che provengono da famiglie meno abbienti e che – pur non avendo la possibilità di accedere a borse di studio - potranno comunque acquisire conoscenze e competenze.

    Alberto SCUTTARI
    Oct 16, 2013

    Gentilissino prof. Pontani,

    Ho letto l'ultima parte del suo commento relativo alle immatricolazioni e non lo condivido nelle
    conclusioni che ne trae.

    Infatti i risultati delle immatricolazioni 2013/2014 sono ottimi e dimostrano che gli studenti hanno
    pienamente compreso che la richeista di iscriversi contestualmente all'inizio dei corsi
    e di verificare il livello della conoscenza linguistica in ingresso sono indici della qualità del
    percoroso di studio che stanno per affrontare.
    Questo, fra l'altro, consente di perseguire maggiori standard di qaulità anche per quanto riguarda
    l'assegnazione di aule adeguate al numero effettivo degli iscritti.

    Prima di passare ai dati premetto che quelle che Lei definisce una "riapertuira dei termini"
    (dal 15 al 31 ottobre) è in realtà l'allargamento a tutti dell'opportunità già concessa agli studenti
    che devono sostenere il superamento degli OFA prima di procedere all'iscrizione, per alcuni corsi di
    studio di area economica. Infatti, come è noto, parecchi test di accesso ai corsi il cui numero è
    programmato a livello nazionale si sono conclusi oltre la data del 30 settembre, poichè il Ministero,
    che dapprima aveva previsto i test a luglio, ne ha poi posticipato la data.

    Le riporto quindi, a supporto di quanto affermo, i dati relativi alle immatricolazioni 2013/2014,
    aggiornati a qualche giorno fa:

    Tipologie Lauree Lauree magistrali
    Immatricolati 3950 1246
    Casi in sospeso 10 25
    Trasferimenti 44 2
    Riconoscimento CFU 45 27
    Preiscrizioni laureandi - 567
    Studenti in attesa di OFA 273 -
    Totale 4322 1867

    A questi numeri si aggiungeranno coloro che si iscriveranno (con mora) alle magistrali da metà
    novembre a metà dicembre.
    Tenendo conto che le iscrizioni definitive dell'anno accademico precedente sono state 4.357 per le
    triennali e 1909 per le magistrali, è facile concludere che quest'anno confermeremo come minimo i
    numeri dell'anno precedente.
    L'analisi per singolo corsi di studio conferma quest dati.

    Anche se l'iscrizione è stata anticpata al 30 settembre e sono stati introdotti i test di verifica
    della conoscenza linguistica. O forse, in un contesto generale di iscrizioni calanti, proprio
    per questo ...

    Cordialmente

    Alberto Scuttari

    Filippomaria PONTANI
    Oct 6, 2013

    Gentile Rettore,
    vedo che vengono dunque applicati nella nostra università i suggerimenti della collega Agar Brugiavini:
    http://www.lavoce.info/studiare-subito-e-pagare-dopo/
    Per completezza d'informazione, non è forse inutile avvertire che attorno al tema dell'intervento delle banche nell'anticipo delle tasse universitarie, e attorno ai prestiti d'onore, si è sviluppato negli ultimi tempi un dibattito acceso che ha visto protagonista fra gli altri anche la collega Francesca Coin:
    http://www.roars.it/online/luniversita-delle-banche/
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/02/usa-per-poveri-andare-alluniversita-e-rovina/459365/
    Non mi sfuggono le differenze tra il sistema da Lei proposto e quello, già tristemente sperimentato altrove, del prestito d'onore: rilevo solo, nella Sua informativa, l'assenza di ogni riferimento alle conseguenze dell'eventuale abbandono degli studi (che può avvenire per mille ragioni), della caduta sotto la media pattuita (si restituiscono i soldi fin lì percepiti?), della mancata occupazione a un anno dalla laurea (un destino che a me, che non posseggo dati statistici ma considero i percorsi di alcuni fra gli studenti più brillanti che conosco, non sembra affatto raro - a meno che non si considerino occupazioni lavoretti sottopagati o borse di studio che garantiscono la mera sussistenza). Sono certo che le clausole dell'accordo stipulato con BNL chiariranno questi non irrilevanti dettagli.
    Per rimanere in tema, Le segnalo anche il pasticcio che si è creato con la scadenza delle immatricolazioni ai corsi di laurea magistrale: Ca' Foscari, una volta di più, si è distinta tra le università nell'anticipare il termine (con annesso, oneroso pagamento delle tasse) al 30 settembre, creando il panico (e potenzialmente il fuggi-fuggi verso atenei meno presciolosi) sia fra gli studenti in procinto di laurearsi nella sessione autunnale sia fra coloro che, venendo da fuori, si guardavano ancora intorno. Apprendo ora che i termini verranno riaperti dal 15 al 31 ottobre, evidentemente nella speranza di sanare le perdite fin qui maturate: pur salutando con favore questa decisione, mi chiedo francamente se valesse la pena varare - immagino in omaggio ad autoimposte urgenze didattiche - un anticipo che ha ingenerato non poca incertezza e inquietudine tra studenti e docenti. Cordialmente

    FP